Effetti collaterali della Legge Lorenzin sui vaccini : le raccomandazioni lombarde per gli operatori sanitari

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Gira per le ATS e le ASST lombarde (ex ASL ed Aziende Ospedaliere) la comunicazione che riportiamo sotto.
Che parte degli operatori sanitari (ma le ATS oramai hanno limitati contatti con utenti per motivi sanitari) siano a rischio “biologico” è pacifico, che possano a loro volta contagiare gli utenti è conosciuto da tempo;
che – nonostante il gran polverone contro i genitori che vogliono saperne di più e che chiedono di non essere costretti comunque a vaccinare i propri figli oramai per almeno 10 vaccini – è noto che negli operatori sanitari la copertura vaccinale è ben inferiore a quella della popolazione generale (l’esempio personale è sempre “utile”);
che – a fronte della individuazione di un tale rischio professionale – il medico competente può disporre la vaccinazione quale misura di profilassi per la sicurezza sul lavoro (allo stesso modo in cui viene imposta l’antitetanica per i muratori) è scritto nel testo unico in materia di sicurezza e igiene del lavoro, per nulla applicato in questo caso;

improvvisamente, a fronte del “preoccupante incremento dei casi di morbillo” , in Lombardia si dispone “su base volontaria e previo consenso informato” l’invito e la raccomandazione agli operatori sanitari di vaccinarsi contro il morbillo (già che ci sono anche contro la rosolia e la parotite – v. file allegato alla nota che riportiamo).

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IN SINTESI, DUE PESI E DUE MISURE : PER GLI OPERATORI SANITARI (CON RISCHIO PROFESSIONALE E NEI CONFRONTI DEGLI UTENTI) LA VACCINAZIONE E’ VIVAMENTE RACCOMANDATA, VOLONTARIA E PREVIO CONSENSO INFORMATO, PER TUTTI GLI ALTRI – SENZA RISCHIO PROFESSIONALE – E’ SENZA DISCUSSIONI E COSTRETTA, PENA SANZIONI E DIFFICOLTA’ DI INSERIMENTO SCOLASTICO ……
A QUANDO LA RADIAZIONE DALLA FEDERAZIONE DEI MEDICI DI TUTTI I MEDICI COMPETENTI DELLE ATS E DELLE ASST CHE NON EVIDENZIANO LA NECESSITA’ DI VACCINAZIONI ESTESE PER TUTTI GLI OPERATORI DELLA SANITA’ ??
O FORSE NON E’ POSSIBILE PERCHE’ LA NORMATIVA SULLA SICUREZZA SUL LAVORO IMPONE LORO (art. 279 Dlgs 81/2008) quanto segue

5. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sul controllo sanitario cui sono sottoposti e sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività che comporta rischio di esposizione a particolari agenti biologici individuati nell’ALLEGATO XLVI nonché sui vantaggi ed inconvenienti della vaccinazione e della non vaccinazione.

MA SE LA NORMA CHIEDE AL MEDICO COMPETENTE DI INFORMARE I LAVORATORI SU VANTAGGI E INCONVENIENTI DELLA VACCINAZIONE (E SE NON LO FA E’ SANZIONABILE) PERCHE’ CHI ESTENDE TALE INFORMAZIONE AI CITTADINI DEVE ESSERE CONSIDERATO “COLPEVOLE DI LESA MAESTA'” (DELL’ORDINE DEI MEDICI) ?

ECCO IL TESTO DELLA MAIL CHE GIRA SUGLI INDIRIZZI DEI SINGOLI OPERATORI DELLA SANITA’ PUBBLICA LOMBARDA

“Considerata l’attuale situazione epidemiologica milanese e, più in generale, nazionale, in cui si evidenzia un preoccupante incremento dei casi di morbillo che ha colpito anche utenti delle strutture sanitarie ed operatori sanitari, viste le indicazioni fornite sia dal Ministero della Salute che dalla Regione Lombardia, l’ATS di (omissis) ha deciso di intervenire per tutelare i propri operatori con l’adozione di misure atte a promuoverne la prevenzione.
Il morbillo è una malattia infettiva acuta, altamente contagiosa e diffusiva causata da un virus appartenente alla famiglia dei Paramyxoviridae, per il quale l’unica protezione efficace è risultata essere la vaccinazione. La trasmissione avviene per via aerea tramite contatto diretto da malato a individuo suscettibile e non esistono portatori.
Il virus viene eliminato soprattutto per via rinofaringea con gli starnuti e la tosse e penetra attraverso le mucose delle vie respiratorie superiori o la congiuntiva.
La contagiosità ha inizio durante la fase prodromica e continua fino a 4/5 giorni dopo l’inizio dell’esantema.
la vaccinazione degli operatori sanitari è fortemente raccomandata dal nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 e risponde alla doppia finalità di protezione sia del lavoratore che dei pazienti/utenti che accedono alle strutture sanitarie. In particolare nella nostra Agenzia la vaccinazione è fortemente raccomandata per gli operatori che effettuano indagini epidemiologiche per malattie infettive, sia in orario di servizio che la reperibilità per guardia igienica. Si ritiene comunque opportuno informare della possibilità di effettuare la vaccinazione MPR (contro morbillo, parotite e rosolia) qualunque operatore dell’agenzia che risulti non immune.

La vaccinazione, che verrà effettuata gratuitamente, su base volontaria e previo consenso informato, prevede due dosi di vaccino MPR, la seconda a distanza di almeno un mese dalla prima.
Ciascun operatore può trovarsi in una delle seguenti situazioni:

1. Vaccinato con due dosi. L’operatore è da ritenersi protetto (in caso di operatore sanitario è necessario trasmettere il certificato di vaccinazione al servizio del medico competente).
2. Vaccinato con una sola dose. In questo caso è opportuno effettuare la seconda dose per completare il ciclo vaccinale.
3. Nessuna vaccinazione. In questo caso è opportuno iniziare il ciclo vaccinale.
4. Pregressa malattia. Il ricordo di aver già contratto il morbillo può non essere affidabile in quanto la malattia si confonde con altre infezioni tipiche dell’infanzia. In questi casi è opportuno fare la vaccinazione. La vaccinazione è sicura anche in coloro che hanno già contratto una o più malattie verso le quali si utilizza il vaccino (morbillo e/o rosolia e/o parotite). Pertanto non è necessario conoscere il titolo anticorpale prima di vaccinarsi.

In allegato si produce l’informativa sulla vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia di cui si invita a prendere visione.

Per informazioni sulla vaccinazione e prenotazioni (omissis)”

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